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Biotecnologie e longevità: come cambierà la nostra vita - di Gianluca Cimini

“Forever Young, i want to be forever young” cantavano gli Alphaville nel 1984, e se adesso nel 2017 ancora non si può rimanere eternamente giovani, sicuramente grandi passi sono stati fatti per regalarci una vita più longeva nonché migliore grazie alla combinazione dello studio del DNA e all’avvento delle biotecnologie (il cui termine deriva proprio da βίος, bìos = "vita" , τέχνη (téchne), "arte" nel senso di "perizia", "saper fare", "saper operare", e λόγος, lògos = “studio”). Le biotecnologie, grazie all’applicazione e allo studio di qualunque tecnologia sviluppata o sviluppabile dall’uomo nel campo della biologia, vengono, infatti, impiegate in molti campi di ricerca: dalla Bioingegneria, alla Biofisica, passando per l’Ingegneria genetica, senza escludere il campo delle farmacologia e della medicina, ed ancora il biorisanamento (ossia il trattamento, riciclo e la bonifica dei rifiuti attraverso microrganismi attivi). Riprendendo una delle definizioni più complete disponibili possiamo affermare che “La biotecnologia è l'applicazione tecnologica che si serve dei sistemi biologici, degli organismi viventi , o di derivati di questi , per produrre o modificare prodotti o processi per un fine specifico.”

Pur non servendosi di microrganismi, sono classificate come biotecnologie anche le nuove terapie mediche o alcuni innovativi strumenti diagnostici, come per esempio le tecniche di DNA e RNA microarray utilizzate in genetica ed i radiotraccianti utilizzati in medicina. E gli esperti del settore Biotech, come il genetista Edoardo Boncinelli, avvertono: “Siamo vicini ad un salto quantico, sarà un gioco da ragazzi modificare tutti i genomi, compreso il nostro. Il cosiddetto taglia-incolla del DNA non rappresenta un grosso cambiamento concettuale, ma lo è da un punto di vista pratico perché permette di modificare il DNA velocemente, a basso prezzo e con un’enorme precisione.” E così mentre ancora si parla e discute di OGM in Italia, gli esperti del settore si dicono già pronti a fare il grande salto, ossia “ritoccare” geneticamente anche gli esseri viventi, ma prima ci sarà da preparare la gente all’evento. Uno scenario dove sicuramente esiste ancora troppa diffidenza ed ignoranza sull’argomento e probabilmente molti sono ancora impreparati ad affrontare il tema, proprio per questo gli anni a venire saranno fondamentali per capire quanto la Biotecnologia potrà portare dei benefici reali alla nostra vita futura.

L’importanza delle biotecnologie si estende ben oltre il potenziale economico, poiché riguarda anche la vita quotidiana degli esseri umani. Come diceva il Dottor Veronesi: “La durata della nostra vita è geneticamente codificata. Intervenendo sui geni la si può estendere”. Dai miti greci al “Ritratto di Dorian Gray”, passando per la leggenda di Faust, allungare la vita è sempre stato il sogno degli esseri umani.

Due nuovi studi, pubblicati su Science e Cell in questi giorni, stanno cercando di azzerare i danni al DNA creati normalmente dall’avanzare del tempo, stimolando il rinnovamento dei tessuti per mantenerli eternamente giovani. Lo studio è già riuscito a fermare il tempo biologico sui topi di laboratorio ma potrebbe in futuro aiutare i malati di cancro o essere utilizzato su persone sane ma esposte a fattori di rischio elevati come gli astronauti impegnati nelle future missioni dirette su Marte. Il farmaco in questione agisce potenziando l’azione di una molecola naturalmente presente nelle cellule ed accelera i meccanismi di riparazione del DNA riuscendo così a cancellare i danni causati dall’invecchiamento e dall’esposizione alle radiazioni. Un elisir di lunga vita, quindi, capace di indurre al suicidio le cellule più anziane dell’organismo risparmiando però quelle normali e senza causare effetti collaterali. La fantascienza entra nell’ordinario così e il prossimo passo sarà la sperimentazione sull’uomo. Altre ricerche prevedono invece che biomateriali, somministrati attraverso una speciale bomboletta spray sulla superficie del cuore danneggiato da infarto, possano formare un gel capace di riparare il cuore senza bisogno di punti di sutura e di chirurgia a torace aperto, una notevole evoluzione, quindi, dei già esistenti cerotti rigenerativi sperimentati fino ad oggi che necessitano però ancora di essere innestati direttamente a contatto con gli organi che desiderano proteggere.

La ricerca dell’elisir , oltre ad affascinare molti, è uno dei temi più intriganti nel mondo della biotecnologia, probabilmente anche per questo l’azienda con sede a Londra “Tiziana Life Sciences” ha comprato nel 2016 il DNA di 13.000 sardi dalla regione Sardegna per condurre studi legati alla ricerca contro il cancro e contro le malattie del sistema immunitario. Quella dell’Ogliastra, nella Sardegna centro-orientale, è infatti la zona al mondo con la più alta proporzione di centenari insieme all’isola giapponese di Okinawa. Obiettivo dello studio trovare il legame fra patrimonio genetico e longevità. Costo dell’operazione 258.000 euro, ma i politici locali dicono che questa operazione di lunga gittata avrebbe un valore molto maggiore, forse superiore ai 4 milioni di euro.

Il rapporto 2016 “Le imprese di biotecnologie in Italia” (redatto da Assiobiotec con la collaborazione di Enea) fotografa un settore nazionale comprendente circa 500 imprese capaci di fatturare oltre 9,4 miliardi di euro e con previsioni di crescita a due cifre per i prossimi anni. Più di 9.200 persone sono impegnate in questo settore ad alta intensità di ricerca dove la quota di addetti in ricerca e sviluppo è molto alta (circa cinque volte per esempio rispetto all’industria manifatturiera). A frenare un settore pronto ad espandersi sono ancora una volta: burocrazia, frammentazione, poco trasferimento tecnologico e misure di supporto strutturale ancora poco competitive. Quello che si augurano i critici del settore, e che mi aspetto da tempo anche io, è l’istituzione di una cabina di regia centrale e comune per l’intero sistema capace di coordinare ed organizzare i vari interventi legati alla ricerca ed all’innovazione, individuando le priorità ed indirizzando le eventuali risorse disponibili. 

Gianluca Cimini

Gianluca Cimini - Biotecnologie e longevità: come cambierà la nostra vita