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Earth Day 2017: il mondo delle rinnovabili è in continua crescita - di Gianluca Cimini

Giunta ormai alla quarantasettesima edizione, torna il 22 aprile la “Giornata Mondiale della Terra”, un’occasione per ricordarci quanto importante sia salvaguardare il nostro pianeta promuovendo cambiamenti nelle politiche e nei nostri modi di vivere quotidiani. Fortemente voluta dal senatore statunitense Gaylord Nelson, e nata il 22 aprile 1970 come movimento universitario ecologista, “l’Earth Day” coinvolge ogni anno fino a un miliardo di persone sul pianeta grazie a manifestazioni che si svolgono nelle piazze più importanti del mondo, ed anche in questo caso l’Italia non sarà da meno, grazie a numerosi eventi ed iniziative per commemorare e salvaguardare il nostro pianeta (in primis e per il quarto anno consecutivo Villa Borghese a Roma ospiterà dal 21 al 25 aprile il “Villaggio per la Terra” dove si parlerà principalmente del tema “Educazione ambientale in festival”). Nato in America (a seguito del disastro ambientale di Santa Barbara nel 1969) l’Earth day si è, quindi, largamente diffuso a livello globale a partire dall’anno 2000 presentandosi come un momento unico per affrontare molte delle problematiche contro cui il nostro pianeta si trova a dover combattere: dalla distruzione degli ecosistemi all’inquinamento di aria, acqua e suolo, dall’esaurimento delle risorse non rinnovabili all’estinzione di migliaia di piante e specie animali. “Se lo scorso anno abbiamo festeggiato lo storico accordo sul clima di Parigi, che vedeva uniti i 193 Paesi dell’ONU nella volontà di contenere le emissioni di C02, quest’anno Earth Day Italia vuole lanciare un messaggio forte e di stimolo nei confronti di tutte quelle politiche che, cavalcando il generale clima di sfiducia e rabbia, alzano muri e continuano a sfruttare senza remore le risorse naturali. Con il Villaggio per la Terra vogliamo mettere in scena e in festa il sentimento di solidarietà universale che esiste ancora, potente, tra le persone e che è capace di generare il cambiamento. Per questo invito tutti i cittadini a unirsi e partecipare” questo l’augurio di Pierluigi Sassi, presidente di Earth Day Italia.

Un evento di così importante spessore mi ha dato modo di pensare ancor di più a come effettivamente ci si stia muovendo sul tema dell’ecologia e dell’energia sulla terra, perché anche se già un miliardario filantropo come Elon Musk sta parlando della colonizzazione di Marte e dei viaggi spaziali che inizieranno a breve, sarà ancora il nostro pianeta Terra a doverci accogliere per ancora qualche annetto. Il continuo innovare di Tesla, azienda leader di Elon Musk, che non produce solo automobili, ma si occupa anche di elettricità, vuole essere uno spunto per tutto il mondo a passare all’energia rinnovabile, l’idea è facilmente comprensibile ed altamente affascinante: vivere in un mondo capace di abbandonare l’utilizzo dei combustibili fossili per il suo fabbisogno energetico. Nei calcoli del magnate, con l’ausilio di 100 Gigafactory a pieno regime sarebbe possibile produrre energia rinnovabile per il mondo intero. Una Gigafactory non è altro che un enorme fabbrica di batterie di Tesla alimentate ad energia solare, citata anche nel documentario di Leonardo Di Caprio sul riscaldamento globale, che si sta ultimando in Nevada negli Stati Uniti. Una volta completata la fabbrica sarà più grande di 100 campi da calcio messi insieme e fornirà lavoro a più di 22 mila persone. Cifre importanti ed altissime a parte, l’obiettivo immediato sarà quello di ridurre i costi delle batterie per i prodotti Tesla, ma subito dopo il progetto potrebbe interessare numeri ancora più grandi se , effettivamente, le affermazioni di Musk su un mondo alimentato totalmente da energia sostenibile fossero veritiere. Staremo a vedere, sicuramente ogni affermazione dell’eccentrico magnate riesce sempre a lasciarmi con domande e temi interessanti a cui dedicarmi con maggiore concentrazione. Come se lo scopo ultimo delle sue aziende fosse quello di regalare al mondo un futuro migliore, ultimamente Musk ha affermato sul tema, a favore dei paesi in via di sviluppo e con una popolazione sempre più numerosa, che: «Il vantaggio di avere batterie che si ricaricano con l’energia solare è che si può evitare di costruire centrali elettriche. Un villaggio sperduto può ricavare l’energia che gli serve da batterie alimentate col sole, senza dipendere da migliaia di tralicci ad alta tensione. È più o meno quello che è già successo con le linee telefoniche: nei paesi in via di sviluppo non hanno costruito le linee telefoniche fisse, ma sono passati direttamente a quelle mobili».

Un mondo sempre più “green” è anche quello che viene descritto da uno studio commissionato da Greenpeace e realizzato dal centro di ricerca CE Delft, che analizza le politiche e la situazione dei singoli paesi europei: entro il 2050 metà dei cittadini europei genererà da solo l'energia necessaria al proprio fabbisogno, rivendendo il surplus sul mercato. Tradotta questa affermazione vorrebbe dire che entro 35 anni da oggi più di 264 milioni di persone (tra singole famiglie e piccole e medie imprese) saranno in grado di coprire il 45% del fabbisogno elettrico europeo grazie all'energia rinnovabile. L’Italia, secondo Greenpeace, ha grandi potenzialità, ma ha la necessità di provvedimenti più chiari capaci di sancire il diritto per le persone di produrre la propria energia rinnovabile fatta in casa, rivoluzionando in questo modo il sistema energetico europeo e togliendo il supporto alle grandi aziende che inquinano. La previsione, se ciò avverrà, con tariffe adeguate per i cittadini che immettono in rete l'elettricità prodotta in eccesso e che usano sistemi di accumulo e sono impegnati nella gestione della domanda, è che in Italia entro il 2050 almeno due italiani su cinque potranno contribuire alla produzione di energia. Tutto in linea, quindi, con il progetto più grande del presidente dell’UE Juncker di far diventare l’Europa il “numero uno delle energie rinnovabili”.

Per fortuna, mentre da una parte c’è ancora chi nega l’effetto serra e l’importanza di politiche mondiali per salvaguardare il paese, il tema dell’ecologia e del fabbisogno energetico del nostro pianeta rimane in primo piano: da Google, per esempio, che entro il 2017 coprirà tutta la sua richiesta energetica da energia rinnovabile e pulita, agli studi in California per recuperare energia dagli ingorghi stradali, o all’energia pulita in Scozia fornita dalle correnti sottomarine. Il mondo appare così un pò più “green” e non posso che felicitarmene.

Gianluca Cimini - Earth Day 2017