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Fact Checking - verificare le fonti costantemente contro la disinformazione - di Gianluca CImini

Non soffermarsi mai alla superficie, ma andare sempre in fondo alle notizie controllando l’autorevolezza delle fonti per combattere la disinformazione dilagante. Le “Fake News” ossia le notizie false, sia create ad hoc a scopo di ironizzare su fatti e personaggi famosi, sia create proprio con l’obiettivo di manipolare l’informazione, sono, purtroppo, non solo un elemento distorsivo per una corretta conoscenza della realtà, ma possono anche manipolare il mercato e minacciare la stabilità sociale. Non è un caso, quindi, che proprio dopo il primo aprile, famoso per i cosiddetti “pesci” e false informazioni che si diffondono da sempre per questa giornata, sia stata scelta la data del giorno successivo, ossia il due aprile, per celebrare a livello mondiale “l’International Fact-Checking Day”, ossia la giornata internazionale contro le bufale online. L’iniziativa nacque a Buenos Aires lo scorso anno, promossa dal progetto “PolitiFact”, nato in Florida per verificare le dichiarazioni di presidenti, politici e lobbisti americani durante le passate elezioni. Obiettivo della giornata: riaffermare la necessità di fatti solidi e di argomentazioni fondate in politica, nel giornalismo e nella vita di ogni giorno.

In tempi di “fake news” e di bufale, a mio avviso, è fondamentale riuscire ad imparare a farsi uno sguardo critico su tutto quello che troviamo in rete dove ognuno è libero di esprimere il suo parere, ma allo stesso tempo anche di inventare fatti falsi; la verifica delle notizie, così come ricordavano alcuni miei amici giornalisti, deve essere sempre una delle basi fondamentali per dare attendibilità ad una notizia. E combattere la disinformazione in tutte le sue forme è qualcosa che non possiamo più rimandare. Conosco personalmente persone, anche considerate amiche, che hanno il brutto vizio, a volte, di dar risalto sui social a notizie che girano su internet con troppa facilità, dando per scontato che tutto quello che vi si trova abbia un briciolo di verità. Bene, vi assicuro che non è così. E molti approfittano di questi casi proprio per rendere virali certe notizie, anche se spesso non sempre sono veritiere, ma possono “fare comodo” per manipolare l’opinione pubblica secondo determinate direttive. Purtroppo certe notizie false si possono diffondere viralmente e velocemente, come dei virus, riuscendo a manipolare alla fine completamente la verità dei fatti.

Il fenomeno, da sempre esistito, ha avuto un boom proprio durante la scorsa campagna elettorale USA, proprio in quel periodo due delle piattaforme online di maggior diffusione, ossia Google e Facebook, sono finite nel mirino perché, a detta di alcuni osservatori, hanno agevolato la diffusione su internet di certe notizie che potrebbero aver influenzato il voto degli Americani. Ma anche blog e siti istituzionali non ne sono completamente esenti. Proprio per questo di recente sono nati diversi progetti ed iniziative volti ad arginare questo fenomeno ed a filtrare le notizie consentendo agli utenti di poter segnalare, una volta identificate, quelle inventate. Il fenomeno è tanto preoccupante quanto diffuso, secondo un sondaggio del Pew Research Center, nel quale emerge che almeno un americano su quattro, in modo consapevole oppure no, ha condiviso online notizie false, mentre quasi due terzi dichiarano che le cosiddette “bufale” creano parecchia confusione sui fatti di attualità. E non sempre è facile riconoscere le notizie false per un occhio non preparato a farlo.

C’è un solo modo per risolvere il problema: possedere il giusto occhio critico e un bagaglio di competenze necessarie per “smascherare” una news falsa a prescindere dallo scopo per cui è stata realizzata, senza dimenticare mai che il fenomeno esiste ed è largamente diffuso. Riuscire ad arginare il fenomeno dando agli utenti i modi e le conoscenze per diventare fruitori consapevoli di quello che il mondo dell’informazione può generare, riuscendo alla fine a far diventare tutti critici e capaci di distinguere la verità dalle notizie false create ad arte, è quello che si augurano tutti, da me, agli organizzatori dell’evento in tutto il mondo. La quantità enorme di fake news, infatti, fa sì che, nel mare magnum di Internet, ormai sia impossibile distinguere le bufale dalla verità: dalle petizioni online, alle catene di Sant’Antonio, passando per gli annunci trappola e le news costruite ad hoc per promuovere certi prodotti o per screditare qualcuno. Un piccolo, ma facile, consiglio che voglio dare personalmente è quello di controllare sempre da dove nasce la notizia. Mi riferisco all’indirizzo internet del sito, all’URL specifico che diffonde la news. Questo perché, mentre molti siti che creano “fake news” lo fanno in maniera chiara e con lo scopo di ironizzare o scherzare su determinati eventi, ci sono siti più “subdoli” che, invece, utilizzano URL molto simili a quelli di importanti testate giornalistiche o siti di informazioni nazionali od internazionali a cui, però, aggiungono anche solo una lettera che un occhio inesperto o distratto, di fronte alla gigantesca mole di siti in cui naviga ogni giorno o che si trova condivisa sui propri social da amici o parenti, possono sfuggire ed essere visti, quindi , come notizie autorevoli poiché scritte da fonti attendibili quando, invece, sono proprio il contrario. Bisognerebbe, poi, imparare a risalire sempre alla fonte primaria da cui nasce la notizia, verificandone se possibile anche la data di pubblicazione e la località. Un altro modo che vi consiglio per imparare a valutare ogni notizia è quello di seguire una breve ed interessante lezione sulle “fake news” direttamente sul sito della Polynter Institute, ossia la prestigiosa scuola di giornalismo situata in Florida che è promotrice dell’evento. Il consiglio finale, non meno importante, è quello di prendersi qualche secondo prima di cliccare sul tasto “condividi”  una notizia, rileggerla, valutarla attentamente, perché il diffondersi di una bufala parte, in primis , anche da noi che possiamo diventare inconsapevolmente parte di una catena che poi è difficile interrompere e che troverà, anzi, amici, colleghi e conoscenti che, fidandosi di noi, prenderanno anche loro quella notizia come veritiera facendo il nostro stesso errore. Concludo riprendendo lo slogan dell’evento: “Non farti ingannare, i fatti contano”.

Gianluca Cimini

Gianluca CImini - Fact Checking - verificare le fonti costantemente contro la disinformazione