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Iniziative e consigli per vivere una rete migliore, arriva il Safer Internet Day - di Gianluca Cimini

Nato come evento annuale ed organizzato da INSAFE e INHOPE con il supporto della Commissione Europea, il Safer Internet day (che si è svolto il 7 febbraio in oltre 100 paesi con il motto “Be the change; unite for a better internet”) è una giornata durante la quale ci si impegna a promuovere un uso più sicuro del web e delle nuove tecnologie. Ideato principalmente per bambini e giovani di tutto il mondo con l’obiettivo di metterli in guardia dalle minacce della rete e consegnare loro strumenti idonei alla difesa dai pericoli del web, non sono mancati in questa occasione consigli validi anche per genitori ed adulti affinché in loro si crei una vera e propria cultura della Rete.

“Fare del web un luogo migliore” è stato, quindi, il fine di questa giornata particolare nella quale i ragazzi hanno potuto scoprire non solo un uso più consapevole della rete , ma quanto sia importante essere responsabili e partecipare attivamente a rendere il web un luogo più positivo, più libero, più sicuro. Nella stessa giornata si è tenuta, inoltre, la Prima Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo a scuola dal titolo "Un nodo blu - le scuole unite contro il bullismo". Il crescente fenomeno del cyberbullismo richiede, infatti, sempre più una maggiore consapevolezza sul corretto uso dei nuovi media digitali, in modo particolare se parliamo dei social network che così profondamente sono entrati nella vita di tutti noi, in special modo dei giovani e giovanissimi. Per contrastare un fenomeno di grande gravità come questo bisogna, a mio avviso, saper prevenire grazie ad uno sforzo congiunto messo in atto da insegnanti, familiari e mass media insieme. Insegnando ai giovani a non coltivare la cultura dell’odio trasformando quello che è un mezzo fondamentale d’informazione e socializzazione in uno strumento di attacco personale volto, purtroppo, contro i più deboli, spesso in giovanissima età, che si trovano emarginati e sotto accusa senza poter agire in loro difesa. Proprio perché certe azioni vengono vissute come “virtuali” senza attribuzioni di danni nel mondo “reale” , a volte i giovani non riescono a capire l’impatto delle proprie azioni in rete. C’è, purtroppo, l’incapacità di capire l’impatto che la comunicazione ha sull’altro. L’unica strada in questo caso, come consiglia anche il Garante dei minori, è quella della formazione e della sensibilizzazione, ed è proprio in giornate come questa che si può tornare a discutere in maniera più approfondita dei pericoli del mondo virtuale. E , purtroppo, da recenti ricerche dell’Università la Sapienza scopriamo oggi che l’82% dei ragazzi intervistati non considera grave insultare, ridicolizzare o rivolgere frasi aggressive sui social considerando che l’atto aggressivo verbale può essere considerato non grave o irrilevante poiché non dà luogo a violenza fisica diretta. Niente di più sbagliato.

Durante questa giornata di iniziative varie non si parla solo di cyberbullismo (fenomeno in gran parte sommerso, ma che sta giungendo all’attenzione dei media anche grazie alla nuova proposta del governo per contrastarlo che proprio in questi giorni è in via di discussione e approvazione alla Camera), ma anche di altri fenomeni sconosciuti ai più come il “grooming” (una subdola forma di adescamento online attraverso i social network), violazione delle norme sulla privacy, violazioni del diritto all’immagine, linguaggi aggressivi e tanti altri. Mondi esistenti, ma sconosciuti a genitori ed adulti che magari ne vengono a conoscenza solo quando ormai è troppo tardi.

Ci troviamo a diventare sempre più connessi, sempre più social, ma siamo a volte ignari delle nostre conseguenze ed azioni. I nostri dati vengono registrati mentre navighiamo, fingiamo di essere preoccupati, ma ormai abbiamo interiorizzato ed accettato l’idea che sia il giusto compromesso per poter accedere a servizi che ci interessano, quando spesso invece interessa più all’azienda conoscere i nostri movimenti, i nostri gusti, i nostri contatti. Fondamentale è anche, a mio avviso, la collaborazione dei vari social network con associazioni, forze dell’ordine, ministeri e garanti di infanzia e privacy per la tutela dei minori.Grazie anche agli altri argomenti affrontati durante questa importante giornata è stato messo in evidenza che, senza funzioni efficienti per la segnalazione di contenuti inappropriati o speciali task force che si occupino proprio dell’aumento dell’odio su internet o della propaganda di notizie palesemente false, la libertà di internet rischia di diventare anarchia. Un altro fattore importante quando si naviga, sempre più importante a mio avviso, come abbiamo scoperto in periodo di elezioni, perché può modificare idee ed opinioni, è  capire quanto le persone riescono a dare valore di verità o falsità alle notizie lette su internet, perché l’effetto” bufala” è dietro l’angolo e spesso rimbalza senza difficoltà da social a social, da profilo a profilo, portando così alla diffusione spesso incontrollata di informazioni erronee, incomplete o addirittura completamente false, portando così l’opinione pubblica meno attenta a prendere per vero quello scritto magari come scherzo senza immaginare i risvolti di un gesto così grave. Non basta, quindi, ad una notizia per essere attendibile che sia tra i primi risultati di ricerca dell’indice di Google, né bisogna prenderla come vera solo perché condivisa da persone o personaggi di cui ci fidiamo. Controllare sempre le fonti delle notizie così come cercare su internet lo stesso argomento trattato da siti differenti è fondamentale per farsi un giudizio il più possibile neutrale sull’accaduto, un discorso che vale anche per la carta stampata da sempre, ma che risulta ancora più articolato e difficile ora che i social network riescono a muovere opinioni e news a velocità prima impossibili grazie alla stampa tradizionale. E gli stessi adulti che dovrebbero esercitare un ruolo di guida in un contesto complesso e in continua evoluzione, come quello del mondo e delle tecnologie digitali, invece, spesso, hanno le stesse conoscenze dei ragazzi e gli stessi livelli di consapevolezza delle conseguenze dei loro comportamenti in rete.

Navigare in modo sicuro sul web non è un gioco da ragazzi, ma con le dovute accortezze è alla portata di tutti: c’è da imparare a gestire la password per ognuno dei tanti account, capire quando e se pubblicare un contenuto sui social network senza dimenticare di fare attenzione a potenziali attacchi hacker che possono giungere in ogni momento. Password efficaci, così come ci ricorda anche Google, sono il primo strumento di difesa contro i crimini informatici, è fondamentale, quindi, usare password diverse per ogni account, possibilmente lunghe e che utilizzino lettere, numeri e simboli. Esistono poi strumenti tecnologici per sentirsi più al sicuro come tecnologie anti-spam o avvisi che ci suggeriscono di non visitare alcuni siti poiché potrebbero contenere malware o truffe che usano il phising. Ognuno, dai grandi provider ai singoli utenti, deve fare la sua parte per rendere, insieme, internet un posto migliore.

Gianluca Cimini

Gianluca CImini - Iniziative e consigli per vivere una rete migliore, arriva il Safer Internet Day