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Il lavoro nell'era dei robot: come cambierà il futuro grazie all'automazione - di Gianluca Cimini

La storia ci insegna molto spesso a trovare risposte anche per le domande che ci poniamo per il futuro, una di queste domande è legata all’impatto dell’automazione e della tecnologia sui posti di lavoro e sulla paura che tale impatto possa portare alla disoccupazione di tante persone il cui lavoro verrebbe sostituito da quello delle macchine. Piuttosto che celebrare l’innovazione molti articoli su blog tematici e giornali sollevano dubbi e paure sulla perdita di posti di lavoro che si prevede del 7% in America entro il 2025. Ciò che non si accenna , però , è che, a mio avviso, queste tecnologie importanti porteranno sì alla riduzione di alcuni posti di lavoro a bassa qualificazione, stimoleranno, però, la crescita di molte nuove attività aprendo la strada a categorie lavorative completamente nuove. Come confermano diversi studi svolti in Inghilterra e Galles, dal 1871, la tecnologia ha creato molti più posti di lavoro di quanti non ne abbia cancellati , dal momento che le macchine hanno sostituito gli uomini nei compiti più ripetitivi e faticosi , ma il ruolo dell’uomo non per questo è stato eliminato totalmente. Altri dati, sviluppati nel 2015 dal “London’s Center for Economic Research”, ci dicono che l’uso dei robot porta ad una maggiore produttività e a salari più alti senza però influire in maniera negativa sull’occupazione poiché i robot , normalmente,  non sostituiscono per intero un posto di lavoro umano ma eseguono soltanto alcuni compiti, più ripetitivi o pericolosi, che gli uomini svolgono ora. Anche davanti alla paura di significative perdite di lavoro, sempre se così sarà, in un’ economia globale come la nostra, sempre più puntata all’innovazione, è impossibile e non auspicabile immaginare un futuro dove i robot e la tecnologia non abbiano un posto importante nella nostra vita: sviluppare prodotti innovativi, quindi, per fra crescere quell’economia e non rallentarla è l’unica strada da intraprendere , a mio avviso. Le economie crescono quando nascono prodotti e servizi capaci di rendere migliore la vita di tutti i giorni, sia che si tratti di lavoro, sia di salute sia di svago. La storia ci insegna ancora una volta che la tecnologia elimina alcuni posti di lavoro e ne crea altri: le macchine durante la rivoluzione industriale hanno portato molti lavori manuali fuori dal mercato per offrire poi a molti lavoratori posti di lavoro più stabili e paghe migliori. La migrazione verso nuovi lavori, nella maggior parte dei casi, ha visto lo standard di vita migliorare con il tempo. Il progresso tecnologico ha già modificato in molti campi la percezione della vita e del lavoro: i computer sono diventati la grande speranza per il futuro.

Fondamentale è ovviamente prepararsi con la dovuta formazione e con una dose di creatività e coraggio alle nuove sfide che il futuro tecnologico ci porterà. La vera sfida è come verrà affrontata questa transizione: i lavoratori meno qualificati inevitabilmente perderanno terreno in favore di individui più istruiti e pronti a cimentarsi con nuove opportunità. La legge della giungla, economica in questo caso, ci dice che bisogna specializzarsi nel campo tecnologico per avere più possibilità di trovare lavoro nel futuro che ci aspetta. Molti sociologi esprimono pareri discordanti sull’argomento: da chi dice che non c’è nulla di cui preoccuparsi perché i robot non causeranno disoccupazione, a chi prevede già l’alto numero di posti di lavoro che verranno persi con l’avvento massiccio della tecnologia. Secondo uno studio sviluppato dal “Pew Research Center” si evince che gli americani già da ora accettino la possibilità che la tecnologia possa distruggere posti di lavoro futuri e questo anche perché vi è la opinione diffusa che nulla cambierà in modo significativo nei prossimi 50 anni. Due terzi degli Americani intervistati si aspettano, infatti, che robot e computer eseguiranno la maggior parte del lavoro che ora viene svolto dagli umani (il 65% circa degli intervistati con il 15% di questi che è totalmente sicuro di questo cambiamento futuro), ma molti lavoratori (l’80%) si aspettano comunque che il loro lavoro esisterà esattamente nei prossimi 50 anni mentre un 18% è sicuro che il proprio lavoro verrà completamente automatizzato o si modificherà completamente nel tempo. I Robot , quindi, preoccupano la popolazione, ma in minima parte, molto meno di una cattiva gestione della forza manuale da parte dei datori di lavoro, o del calo dei diritti dei lavoratori o delle preoccupazioni legate all’apprendimento di nuove competenze tecniche per il loro ruolo attuale. La maggior parte degli americani risulta , quindi, abbastanza ottimista verso le future prospettive di lavoro, il tempo ci dirà se tale ottimismo si tramuterà in realtà.

In passato abbiamo già visto l’avvento delle macchine nel tessuto lavorativo e sociale globale, ma mai prima d’ora abbiamo vissuto in un’epoca di rapida crescita esponenziale di tale capacità tecnologiche: il futuro si avvicina con una velocità impressionante. Quasi ogni posto di lavoro, probabilmente anche il nostro, corre il rischio di diventare obsoleto con l’avvento di nuovi software, nel frattempo la riqualificazione del lavoratore è lenta, e anche se la tecnologia porta più posti di lavoro di quanti ne distrugga, non c’è alcuna garanzia che quei lavori saranno disponibili per tutta la popolazione in tempi ragionevoli. La sfida, quindi , è non lasciare indietro nessuno, includendo dove possibile anche i membri della società che potrebbero essere lasciati fuori dal progresso tecnologico. Non solo, quindi, istruzione e formazione, ma anche macchine facili da usare grazie ad un design intuitivo e comandi semplici da utilizzare in maniera tale da poter donare agli esseri umani posti di lavoro più appaganti come operatori di queste macchine. La modifica dello status quo porta sempre con sé un pò di timore su come cambieranno le cose in futuro, è innata nelle persone la paura al cambiamento, ancora di più quando si tratta di tecnologia, ma la storia ci ha dimostrato il contrario. Vedremo progressi sociali e una crescita dell’economia generale, oltre a lavori più sicuri e innovativi e tutta questa rivoluzione partirà inevitabilmente dai robot.

Gianluca Cimini

Gianluca Cimini - Il lavoro nell'era dei robot