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Industria 4.0: cosa ci si aspetta dalla quarta rivoluzione industriale - di Gianluca Cimini

Cloud computing, Big Data e nuovi processi di automazione stanno cambiando, e lo faranno ancora di più negli anni a venire, le nostre vite. Un grande cambiamento sia sociale sia tecnologico è in atto con quella che da molti è vista come la quarta rivoluzione industriale. Il termine utilizzato per questo importante passo è quello di “industry 4.0” usato per la prima volta alla Fiera di Hannover nel 2011 in Germania e ripreso in seguito dai molti piani industriali dei vari stati membri dell’unione europea per riferirsi alle proposte di legge riguardanti la digitalizzazione dei processi produttivi (come il “Piano Nazionale Industria 4.0 presentato a settembre 2016 dal governo Renzi). Siamo partiti dalla rivoluzione delle macchine a vapore e dell’automazione, per passare poi a quella dell’elettricità fino all’ultima della prima digitalizzazione dell’informatica, cosa ci aspetta, quindi, per il futuro? Personalmente penso che cambierà a tutti gli effetti il nostro rapporto con il lavoro: robot, stampanti 3D, sensori, cloud, big data, intelligenze artificiali, tutto verrà stravolto e questo cambiamento profondo porterà una rivoluzione sociale prima che tecnologica. L’obiettivo: quello di portare ad una produzione quasi integralmente basata su un utilizzo di macchine intelligenti, interconnesse e collegate ad internet. La scommessa: quella di saper trasformare questo percorso evolutivo verso la “Fabbrica intelligente” in una grande opportunità non solo per le grandi, ma anche per le piccole e medie imprese. Con questa rivoluzione cambieranno i modi di produzione (come si producono beni e servizi) e persino i rapporti di produzione (per esempio quelli tra datore di lavoro e lavoratore). L’utilizzo dei dati sarà lo strumento che creerà valore e che muoverà sia la potenza di calcolo delle macchine, sia tutti i temi relativi alla rivoluzione 4.0. Una volta raccolti ed elaborati i dati verranno utilizzati nella produzione di beni e servizi. Il caso Adidas, è emblematico: dopo 20 anni di delocalizzazione in Asia per la produzione di scarpe ed altri prodotti del noto marchio, il grande marchio tornerà a produrre in Europa sostituendo quella che una volta era manodopera a basso costo con robot e operai iperspecializzati. Si apre concretamente con questo caso un nuovo scenario nella produzione di beni e servizi con l’avvento dei robot che sostituiranno molti dei lavori manuali che ora svolgono ancora gli esseri umani: spariranno posti di lavoro più semplici , ma ne verrano creati altri più specializzati, i dati ci dicono che il 47% dei lavori in Europa e negli Stati Uniti sono a rischio di automazione in meno di 20 anni.

Stati Uniti, Germania, Francia ed altri importanti Paesi credono fermamente in questa rivoluzione ed hanno già realizzato iniziative varie per avvantaggiare i soggetti di questa trasformazione. L’Italia è da sempre la seconda manifattura d’Europa e ha una tradizione industriale fra le più gloriose a livello mondiale. Tuttavia senza adeguarsi alle nuove tecnologie tutto ciò è destinato a diventare una targhetta da museo. Con il Piano nazionale “Industria 4.0” anche l’Italia vuole mettersi in linea con gli altri paesi: il piano prevederà incentivi fiscali per 13 miliardi di euro ed un aumento di spesa privata per un totale di 24 miliardi. Ovviamente l’obiettivo è recuperare terreno rispetto agli altri Paesi facendo diventare l’Italia quello col più alto tasso di investimento early stage. Incentivando gli investimenti privati su tecnologie e beni, aumentando la spesa privata in ricerca, sviluppo ed innovazione e rafforzando la finanza a supporto dell’industria, si cercherà , quindi, di avviare e far progredire l’industria italiana verso il futuro. Grazie agli incentivi ed agli ammortamenti fino al 250% per i nuovi macchinari le aziende italiane potrebbero migliorare la loro competitività riducendo l’obsolescenza della tecnologia italiana installata e dimezzando l’incidenza delle macchine più vecchie e meno performanti sul totale. Nel piano del governo, inoltre, troviamo anche investimenti per la banda larga nelle “aree grigie” del paese con l’obiettivo di portare entro il 2020 almeno metà delle imprese italiane ad avere una connessione internet di almeno 100mega di velocità. Il passaggio sulla banda ultra larga è essenziale per progredire e permettere la condivisione di file, progetti, analisi dei dati, tutto il futuro passa da internet veloce. Credo che le opportunità di sviluppo per le realtà aziendali che riusciranno a cogliere la sfida del digitale siano enormi: richiedono però impegno e coordinazione adeguati con investimenti in capitale fisso ed immateriale, ricerca, innovazione e formazione. Una parte specifica per la maturazione di questo progetto dovrà essere, a mio avviso, proprio quella legata alla formazione scolastica, dal momento che, già ora, l’Italia dimostra di essere avanti rispetto all'Europa sull'adozione di servizi di cloud computing mediamente o altamente sofisticati (con il 20% delle imprese che utilizzano tali tecnologie contro una media Ue dell’11%) , ma ben lontana dal poter attuare una quarta rivoluzione industriale a causa delle competenze digitali ancora limitate, che la collocano al 20esimo posto della classifica europea a riguardo. Obiettivo importante, quindi, quello di avere, nel breve periodo, studenti e manager specializzati sui temi dell’Industria 4.0 attraverso istituti tecnici superiori focalizzati su questo campo, competence center e digital innovation hub nazionali e non di meno una sensibilizzazione di tutto il Paese su questo tema così importante per lo sviluppo della nostra Italia. Compito delle industrie e del governo , quindi, abituare fin dalle scuole al digitale, far sì, cioè, che il know how acquisito nella sfera privata diventi fattore di produttività nel mondo professionale. L’innovazione è una strada segnata ma si può indirizzare, quello che non si deve fare è rimanere ancora una volta immobili. 

Gianluca Cimini

Gianluca Cimini - Industria 4.0 cosa ci si aspetta dalla quarta rivoluzione industriale