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Svolta nell'economia cinese. Ok a crescita sostenibile.

Dinamiche economiche contrapposte stanno avvolgendo la Cina. Da una parte c'è una certa interazione con gli altri mercati mondiali ed allo stesso tempo il presidente Xi Jinping sta ponendo le premesse per continuare il suo governo in modo illimitato, acquisendo sempre più potere alla guida del partito comunista cinese inviando quindi segnali di un'economia sempre più eterodiretta dall'alto. Combinando però queste due opposte spinte, apertura ai mercati e dirigismo spiccato, emerge un quadro piuttosto inedito e dalle dinamiche incerte. Come dovrebbero comportarsi le economie occidentali di fronte a tutto questo per trarne vantaggio? Secondo Raymond Yeung, chief economist di ANZ per la Grande Cina, siamo di fronte ad un caso più unico che raro.  A novembre 2017 la Cina ha fatto un importante annuncio: l'allentamento delle restrizioni imposte alle banche cinesi sulla proprietà estera con l'innalzamento nel giro di tre anni dei limiti riguardanti i fondi mobiliari e joint venture all'estero. A marzo invece è arrivata la riforma legislativa che ha accorpato la Commissione cinese di regolamentazione bancaria e la Commissione cinese di regolamentazione assicurativa nello stesso organo centrale di supervisione. Tutti passi verso l'inserimento della Cina nell'economia planetaria. A giugno i titoli quotati in Cina finiranno nell'indice MSCI dei mercati emergenti, utilizzato da giganteschi fondi di investimento globale come Blackrock e Vanguard per creare i loro portafogli di investimento. In tutto questo Yeung vede all'orizzonte una svolta epocale per la Cina: l'abbandono della produzione di beni venduti a prezzi bassi, obiettivo strategico di una strategia a lungo periodo iniziata alcuni anni fa. E gli Stati Uniti sembrano piuttosto preoccupati da questo, considerando che hanno denunciato presunti furti di proprietà intellettuale da parte della Cina annunciando come risposta l'introduzione di alcuni dazi.  «Da un lato Xi pone l’enfasi sulla leadership del Partito in tutti gli aspetti dell’economia – ha affermato Yeung, in alcune dichiarazioni riportare da Business Insider - dall’altro promuove il libero scambio e si impegna a usare i mercati come principale mezzo di allocazione delle risorse. La creazione di un’economia di mercato controllata dallo Stato costituisce probabilmente il più grande esperimento economico mai condotto nella storia moderna. Tale cambiamento del quadro normativo è in linea con la nostra previsione che la Cina si sposti verso il modello australiano, adottando un approccio activity-based che riunirà istituti di raccolta di depositi e compagnie assicurative sotto lo stesso tetto. I policymaker cinesi sanno che il paese sta perdendo la sua competitività sui costi. La Cina non vuole più essere focalizzata sui prodotti tessili, sui giocattoli o sui servizi di assemblaggio di telefoni cellulari. Piuttosto, il presidente Xi sta posizionando la Cina in modo che si avvicini a svolgere nell’economia mondiale un ruolo più simile a quello ricoperto attualmente dagli Stati Uniti – mediante l’offerta della saggezza cinese e di un approccio cinese alla risoluzione dei problemi affrontati dall’umanità. Gli Stati Uniti hanno esportato valore di marca, servizi e cultura attraverso i film di Hollywood, la tecnologia nella Silicon Valley, i Big Mac e gli Yankees. Xi è ansioso di seguire un approccio simile per elevare lo status di cui gode la Cina sulla scena mondiale. Le sedi centrali statunitensi di molte aziende ricevono gran parte dei margini generati dagli input intellettuali, dalle attività di marketing e da altri servizi. Sembra essere questo il tipo di risultati che la Cina punta a ottenere». Secondo Yeung insomma quanto sta avvenendo in Cina metterebbe a repentaglio le tradizionali teorie economiche occidentali.

Gianluca Cimini

Gianluca Cimini - Svolta nell'economia cinese. Ok a crescita sostenibile.