Italiano Inglese

I genitori della nuova generazione

Cosa possono trasmettere di concreto oggi i genitori della nuova generazione? Non è una nuova forma di revisionismo nostalgico ripensare oggi all'eredità che i genitori di ieri hanno lasciato ai loro figli. E non sto parlando solo di figli di sangue: allievi, seguaci, simpatizzanti di una personalità di spicco, famosa o no che sia, possono essere considerati figli morali.

Quello che siamo oggi lo dobbiamo anche e soprattutto ad alcuni incontri decisivi che abbiamo fatto da bambini od adolescenti, saperi e valori che ci sono stati trasmessi da qualcuno che con il suo modo di essere e di manifestarsi, ha lasciato un segno. Un'eredità frutto del suo sudore di vita, delle sue ricerche, degli incontri che a sua volta aveva fatto. E della ricchezza di questi incontri, di questa impronta che ci portiamo dentro, purtroppo ce ne accorgiamo sempre dopo, mai in presa diretta. D'altronde la vita, ogni singolo attimo, per averlo bisogna perderlo. E solo in una sua rivisitazione in differita possiamo farlo veramente nostro.

Non sto facendo la santificazione della generazione che fu, non è la trasformazione in super uomini di alcune figure che ognuno di noi può avere incontrato in gioventù. Quelle due o tre persone che hanno rappresentato per noi un indiscusso valore aggiunto contribuendo a quello che siamo oggi, non erano perfetti, non erano eroi. Avevano magari le loro debolezze, i loro egoismi, anche quella certa dose di anaffettività, se necessaria, quasi mai ascoltavano. Ma hanno lasciato il segno.

Oggi possiamo dire, senza generalizzare, che un padre, un professore, una maestra, possono in via generale fare tutto questo come allora? Ci saranno sicuramente casi in cui questo accade ma la percezione è che si tratti dell'eccezione. Abbiamo accettato, in cambio di trastulli tecnologici fini a se stessi e di un benessere diffuso ma superficiale, tempi incompatibili con la famiglia, con lo stare insieme, con la vera condivisione, decisamente diversa da quella di Facebook. Quale eredità potranno mai lasciare genitori costretti a tenere impegnati il più possibile i propri figli per inseguire lavori che non hanno più limiti spazio-temporali? Adolescenti sparpagliati senza guida che sembrano aver perso il sentire l'altro perché a loro volta sono circondati da un vuoto che la scuola, anche per come è ridotta, non può certo colmare. Un'eredità che dovrebbe essere rappresentata da una guida messa in atto con l'esempio, un concetto ormai perduto.

L'adulto-guida, il genitore, il Maestro di vita dovrebbero indicare la strada, illustrarla per quello che è, dimostrare come è stata percorsa, avvertire delle insidie e poi aprirla al “figlio”. Oggi il figlio ad un certo punto quella fatidica porta della sua strada la apre da solo, magari dopo avere rubato le chiavi lasciate da qualche parte da adulti smemorati e troppo impicciati nel frullio di giorni impazziti. Figli e padri, allievi e maestri sembrano confondersi sempre di più in ruoli indefiniti e fumosi. Il rischio, come qualche anno fa avvertiva Giulio Cesare Giacobbe, è che la maggioranza della nostra società sia contraddistinta da adulti-bambini che si agitano tra capricci, piccole e sadiche vendette, terrore dell'abbandono. E se sono tutti bambini, chi potrà mai loro indicar la strada o trasmettere la Via della crescita e dell'evoluzione?

Gianluca Cimini

Gianluca Cimini - I genitori della nuova generazione