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Social Credit System: quando in Cina Black Mirror incontra il Big Brother

Black Mirror è una delle serie Tv che più hanno infiammato critica e pubblico negli ultimi anni. Particolarità della serie è quella di proiettare in un futuro non molto lontano le tendenze che si stanno evolvendo oggi nel campo dell’informatica, ovviamente in forma estrema ma spesso non troppo lontana da una possibile realtà.

Uno degli episodi che più mi ha colpito e posto domande è stato il primo della terza ragione dal titolo “Nosedive - Caduta Libera” ambientato in un futuro dove le classi sociali non sono più determinate dal reddito, ma dalla popolarità e dall’approvazione altrui: ogni cittadino è li, ma anche qui volendo, iscritto ad un social network dov’è possibile attribuire un voto in stelline (da 1 a 5) al profilo degli altri utenti influenzandone così la media. La puntata rappresenta la scalata al contrario che il personaggio di Lacie intraprende durante l’episodio: ella anela al rispetto ed al grado di prime influencer, ma tale disperata ricerca comporterà solamente il suo degrado sociale ed il suo personale declassamento fino alla totale alienazione sociale e mentale. Tutto si muove sul reale ma relazionato al virtuale. Ogni gesto, interazione sociale o altro viene possibilmente valutata attraverso questo sistema che porta le persone a “recensire” le altre e quindi ovviamente a comportarsi in determinati modi predefiniti per “acchiappare” più voti positivi possibili. Più alto è il risultato della propria media punti, più ci si rende famosi e si ha accesso a condizioni di vita migliori: anche l’acquisto di un biglietto di business class in aereo, secondo la puntata televisiva, è accessibile solamente a chi ha un valore preciso e superiore alla media del cittadino medio. Quei geni di Netflix in questa puntata hanno saputo raccontare il nostro mondo d’oggi, sicuramente estremizzato, ed aprire un occhio e sicuramente anche qualche preoccupazione su quello del futuro. Il tentativo degli autori è quello di schernire l’ossessione della reputazione online che tanti hanno, forse che tanti abbiamo, perché chiunque posta foto e status sui vari social spesso lo fa con il solo obiettivo di ricevere like e di vedere così aumentare la piacevolezza della propria immagine sociale. Già oggi i profili dei social network spesso non raccontano le nostre persone ma quello che molti vogliono rendere pubblico e l’immagine che in tanti vogliono dare di se stessi. E non sempre questa risulta uguale alla realtà dei fatti. La tecnologia già oggi sta modulando il nostre presente e la nostra mente. Le nostre abitudini sociali ed i nostri schemi mentali sono cambiati più in questi venti anni che nei precedenti duecento. Questa puntata poi racconta un futuro che non è così lontano dal nostro presente: già oggi la piattaforma “Klout” dà un punteggio ad ogni individuo a seconda della sua presenza sui social, oppure “Peeple” è stata creata con lo scopo di recensire le persone anche se poi, per fortuna direi, non ha avuto un grande successo. Black Mirror ricostruisce così la società a modo suo, semplificandola brutalmente, portandoci a farci domande importanti su quali limiti ci stiamo avvicinando e su cosa il futuro potrebbe portarci.

Il 14 giugno 2014, il Consiglio di Stato cinese ha pubblicato un documento molto inquietante chiamato “Piano di programmazione per la Costruzione di un sistema di Credito Sociale”. Il documento affrontava argomenti complessi e conteneva un’idea radicale: Cosa accadrebbe se esistesse un Rating Personale Nazionale sulla base del quale poter giudicare un buon cittadino? Stavolta non siamo in un serial Tv, ma nella realtà. Il governo cinese prevede di lanciare il suo sistema di credito sociale nel 2020 per utilizzare i “Big Data” in una sorta di “rating” collettivo che possa dare a chi governa la possibilità di conoscere più dettagli possibili sui cittadini e sulla storia rispetto allo Stato. Obiettivo: “rafforzare la sincerità negli affari del governo, nel commercio, nelle relazioni sociali e per il miglioramento della credibilità giudiziaria” ossia giudicare la fiducia, o non, dei suoi 1,3 miliardi di residenti. Pensandoci bene già ora Facebook e Google sanno tantissimo di noi, chi siamo, cosa facciamo ogni giorno, chi sono i nostri amici e quali sono i nostri comportamenti. Quello che potrebbe rendere il futuro ancora più pauroso è immaginare però che tutti questi dati possano essere utilizzati e resi pubblici da un governo centrale per determinare il livello di affidabilità e di conseguenza la nostra vita pubblica e privata come cittadini (permettendoci ad accedere o meno a certi privilegi). Anche se attualmente volontaria la partecipazione al Social Credit System (SCS) diventerà obbligatoria per il popolo cinese a partire dal 2020. Tutte le persone saranno monitorate e tracciate, il social credit sarà contenuto in un grande database, al cui algoritmo stanno lavorando 8 aziende cinesi alle quali il governo ha affidato l’incarico. I due big player che più o meno indirettamente gestiranno il Social Credit System saranno WeChat attraverso China Rapid Finance, uno dei partner e sviluppatore dell’app, e Alibaba, attraverso Sesame Credit di Ant Financial Service Group, azienda che gestisce Alipay. Ogni cittadino potrà avere un punteggio compreso tra 350 e 950 punti che si baserà su fattori specifici come: la propria storia creditizia, la capacità di adempimento di possibili adempimenti fiscali o contrattuali, le proprie caratteristiche personali, il proprio comportamento ed infine le proprie relazioni interpersonali. Nonostante questi fattori, l’algoritmo della piattaforma resterà segreto. E così chi gioca troppo ai videogiochi online, ad esempio, potrebbe essere considerato tendenzialmente pigro e irresponsabile mentre chi compra pannolini sarà probabilmente un genitore, quindi, in teoria, affidabile. Come fanno i cinesi ad accettare questo? Attraverso un particolare sistema di “reward” che nel caso di raggiungimento di punteggi alti apre le porte a privilegi speciali come prestiti agevolati o simili, un sistema che sta funzionando e sta diventando uno status symbol. Se tale progetto si concretizzerà ci troveremo davanti al primo “TripAdvisor delle persone” e per di più gestito per conto di un governo centrale (che già oggi blocca siti come Twitter, Facebook o Whatsapp). L’obiettivo pubblicizzato dal governo cinese è quello di “costruire una cultura della sincerità”, quello reale forse avrà implicazioni un pò diverse a mio avviso con il rischio di un Grande Fratello governativo camuffato come un social network. 

Gianluca Cimini

Gianluca Cimini - Social Credit System