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Sulla scia del successo di Blockchain: puntare ed investire in Bitcoin

Di termini come Bitcoin e Blockchain ne avevo già parlato a Gennaio ma è impossibile non tornare sull’argomento specie ora che anche i Big della Finanza cominciano ad interessarsi attivamente a queste nuove tecnologie che promettono di modificare in poco meno di cinque anni l’industria come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi. E se alla fine anche la Banca d’Italia ed il Parlamento Italiano, con la commissione Finanze della Camera, hanno avviato un’indagine sulla finanza tecnologica vuol dire che sono maturi i tempi per interessarsi e puntare a questa che promette di essere una vera e propria rivoluzione per la finanza (ma non solo, perché interessa potenzialmente molti campi diversissimi tra loro come quello sanitario, delle assicurazioni, della contrattualistica e quello della gestione dell'identità digitale).

"Quando blockchain e internet degli oggetti potranno dialogare a pieno avremo transazioni certe e archivi subito disponibili a tutti gli attori. E sarà una rivoluzione” ha affermato per esempio il Global Head Disruptive Technologies and Solutions di Deutsche Bank, Roberto Mancone che segue da vicino il fenomeno, inoltre, stando ai dati di “Tractica” si ipotizza che il giro d'affari mondiale annuo delle tecnologie blockchain aumenterà da 2,5 miliardi di dollari del 2016 a 19,9 miliardi entro il 2025.

La Blockchain è conosciuta soprattutto come la tecnologia alla base del funzionamento delle criptomonete - da cui i più famosi Bitcoin - ma in realtà si tratta di un vero e proprio protocollo di fiducia su cui si può costruire di tutto. La Banca d’Italia definisce il termine Blockchain come “un processo in cui un insieme di soggetti condivide risorse informatiche al fine di costruire e aggiornare un database virtuale (la blockchain) pubblico (tutti possono vederlo) e decentralizzato (ogni partecipante ha una copia dei dati)”. Una sorta di libro mastro pubblico che si aggiorna automaticamente su ciascuno dei nodi che partecipano alla rete, e dove ogni singola transazione viene validata dall’interazione di tutti i nodi e non necessita del funzionamento garantito da un ente centrale, come avevo già specificato tempo fa. Con blockchain non abbiamo solo un documento digitale, ma la sua messa a disposizione in contemporanea a più parti. La svolta è aver immediatamente disponibile per tutti il libro mastro, senza che possa esser manomesso durante il processo. Si passa così da una digitalizzazione 'punto a punto' a una molteplicità di punti, che automaticamente riconoscono e accettano il documento digitale sottostante. Con garanzie di sicurezza evolute dal momento che per essere hackerata bisognerebbe influenzare più anelli della catena per ottenere il risultato sperato: un anello ha solo un pezzo criptato della transazione, per scomporla bisognerebbe attaccarli tutti.

Ma come si può iniziare ad investire in questo mondo e nelle possibilità che offre? Ci sono concorsi rivolti a startup che si occupano di sviluppare soluzioni innovative basate sulla tecnologia blockchain applicata al business come per esempio il “Blockchain Business Solution Accelerator” oppure guide su internet redatte da esperti del settore per iniziare ad investire in criptovalute dal momento che, per chi vuole esplorare questo mondo, ci sarà bisogno di strumenti e competenze specifiche.

I luoghi predisposti allo scambio di criptovalute si definiscono “Exchange” (ce ne sono di due tipi: quelli che accettano depositi in valuta emessa da banche centrali e quelli che accettano invece solamente criptovalute ed offrono solitamente un’offerta più ampia e variegata rispetto alla prima categoria). Diversi “Exchange” diverse esigenze, praticamente c’è un mercato aperto ed ampio per tutti noi, sicuramente è innanzitutto importante che l'Exchange in questione sia affidabile, che abbia una certa reputazione e soprattutto una certa liquidità (ossia è importante che al momento di prelevare l’ordine questo venga processato all’istante o quasi, se cosi non fosse potrebbe essere in corso una crisi di liquidità, preludio ad una possibile chiusura imminente e quindi sconsigliabile nella scelta). Ma la caratteristica più importante  rimane, insieme all’offerta di asset disponibili, soprattutto il volume di soldi che vengono mossi su quel sito in una giornata: a volumi più alti corrispondono tempi di chiusura delle operazioni più brevi. Per iniziare poi a comprare e vendere nel mondo dei Bitcoin è necessario trovare un Exchange che accetti euro ed in cambio vi dia crypto-asset. Ce ne sono diversi di siti simili e tutti offrono protocolli di sicurezza molto rigidi, visto il volume di traffico generato, e di controlli sugli utilizzatori dei siti al fine di perseguire politiche KYC (Know Your Customer) ed anti-riciclaggio per evitare di far registrare malintenzionati. Una volta registrato l’utente base potrà seguire il mercato, limitandosi anche inizialmente ad aspettare che il valore dell’investimento in bitcoin cresca. Il passaggio successivo, quello più complicato per i novizi, è invece incominciare con il trading vero e proprio attraverso il trasferimento di fondi verso Exchange che trattano solamente criptovalute. È fondamentale considerare la quantità di criptovaluta in circolazione e la quantità massima di produzione: più questa è alta, più il prezzo tenderà ad essere basso. Può quindi essere particolarmente utile confrontare il prezzo e la total supply di un asset con i medesimi dati di un altro asset. Ultime ma non meno importanti le considerazioni sulle diversificazione: oltre a diversificare per prezzo dovreste diversificare anche rispetto al market cap complessivo: è sempre ragionevole acquistare asset che abbiano mission differenti. Ricordatevi di considerare tale fattore quando investirete, indagate e scoprite quanto più possibile sul progetto in questione. Lecito è domandarsi inoltre se il management dell’asset comunica con i propri investitori attraverso un funzionale canale di comunicazione. Se la risposta è no, la situazione dovrebbe puzzare di bruciato ed una tale mancanza di trasparenza può essere il preludio ad una truffa, in quel caso spostatevi velocemente verso altri lidi ma non smettete di credere, con la dovuta attenzione, a questi investimenti virtuali. 

Gianluca Cimini

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