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Nuovi media e nuovi pericoli

Fake – news, cyberbullismo, privacy ... il mondo dei media attraversa un momento di grande sviluppo e di grandi pericoli.

Sembra una rivoluzione inarrestabile ed imprevedibile verso nuove modalità di diffusione delle informazioni.

La cosiddetta “post –verità”, basata sulla diffusione di notizie completamente false, le cosiddette “bufale” o “fake news”, spacciate per autentiche ed in grado di influenzare fortemente l’opinione pubblica.

Da fruitore dei social networks cerco di essere sempre attento alle fonti da cui provengono le informazioni.

Siamo in una fase di transizione da un vecchio ad un nuovo modello di comunicazione dove anche i giornalisti giocano un ruolo importante. Essi oggi si trovano a dover discernere con molta attenzione le migliaia di fonti di provenienza delle informazioni, cosi da poter riacquisire un ruolo credibile ed autorevole.

Da più parti viene sollecitata una forma di intervento pubblico per contrastare il mancato controllo da parte dei grandi social networks dove si creano e moltiplicano, con la tipica viralità, le fake news.

Qualcosa sembra muoversi con un controllo più accurato da parte di Facebook per evitare le manipolazioni delle news impedendo la modifica dell’anteprima degli articoli.

Sistemi di intelligenza artificiale sofisticati permettono di creare contenuti audio e video dagli effetti pericolosissimi.

E qui entra in gioco, oltre al controllo sulla veridicità delle fonti di informazioni, la tutela della privacy e dei minori.

Cyberbullismo, pedopornografia, grooming, cyberstalking tutti nuovi termini anglosassoni che rappresentano il nuovo pericolo delle famiglie.

Il Parlamento Europeo ha più volte denunciato i nuovi rischi ed i nuovi tipi di abusi della rete ed ha proposto quindi l’adozione di misure comunitarie tali da garantire un utilizzo sicuro di internet al fine di proteggere “l’integrità fisica, mentale e morale dei cittadini e dei bambini minacciata dall’accesso a contenuti inadeguati”.

L’alfabetizzazione mediatica e l’educazione digitale sembrano essere ormai indispensabili nelle scuole e nelle famiglie.

Troppi genitori non conoscono la seconda vita virtuale dei propri figli….

Vicky Davis, un’insegnante americana esperta di nuove tecnologie, sostiene su Edutopia, un sito USA dedicato all’educazione, che portare Facebook e Twitter a scuola non significa avere una classe di ragazzi e ragazze distratti dai propri smartphone. Perché social network non va confuso con socializzazione, ed esistono almeno dodici modi giusti che i docenti possono adottare per usare in maniera proficua le piattaforme digitali in classe. Il decalogo della Davis stimola i docenti a «ricordare che siamo nel 21° secolo» e che è inutile continuare a predicare che è necessario aiutare i bambini a superare il gap digitale, se poi gli insegnanti non sono i primi ad essere disposti a comunicare online. 

Gianluca Cimini

Gianluca Cimini - Nuovi media e nuovi pericoli