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Le mille vite dell'alluminio - di Gianluca Cimini

Economico, duttilissimo, capace di generare un processo di riciclo senza fine, l’alluminio è uno dei materiali più pomettentii della moderna “circular economy”.

Le qualità dell’alluminio costituiscono la base di molti business in Europa e nel mondo. E’ un metallo che richiede pochi investimenti per la sua lavorazione e, data la sua adattabilità, si presta ad un numero alto di impieghi ma è anche facilissimo da riciclare e garantisce un suo continuo riutilizzo.

L’Italia occupa un posto di rilievo nell’economia che ruota attorno a questo metallo.

Nel mondo risulta terzo paese (assieme alla Germania), dopo Stati Uniti e Giappone. Secondo i dati del CiAL(Consorzio Imballaggi Alluminio), il nostro paese è primo in Europa per quantità di rottami in alluminio avviati a riciclo: oltre 927 mila tonnellate nel solo 2016.

Nello stesso anno, sempre secondo i dati del consorzio, sono state immesse sul mercato italiano circa 66 mila tonnellate di packaging in alluminio. Di queste, circa 50 mila tonnellate sono state riciclate (pari al 73,2% dell’immesso a mercato) mentre le rimanenti, composte per lo più da rifiuti da imballaggi sottili, sono state avviate a recupero energetico.

Materiale leggerissimo ed estremamente malleabile, presente in molte leghe con altri metalli è anche un ottimo conduttore resistente alla corrosione dell’acqua e di molte sostanze chimiche. In natura lo si trova nell’acqua potabile ed in alcuni alimenti come cereali e verdure.

La sua attitudine al riciclo lo presta quindi ad un riuso infinito. 

Non solo fra le mura di casa ma anche i grandi marchi si sono fatti convincere dalle molteplici potenzialità di questo materiale.

Jaguar, il marchio di lusso dell’automobilismo, ha sviluppato “XE”, una berlina in alluminio riciclato realizzata grazie al progetto Realcar.

Tra il 2015 e il 2016, Jaguar ha recuperato più di 50 mila tonnellate di scarti di alluminio (pari a circa 200 mila scocche di “XE”) e le ha reintrodotte nella catena di produzione. In questo modo, la Jaguar ha ridotto il fabbisogno del materiale e ha evitato l’immissione in atmosfera di più di 500 mila tonnellate di CO2.

Apple punta ad un sempre maggiore utilizzo di questo elemento che garantirebbe una notevole diminuzione dell’impatto ambientale dell’industria degli smartphone e dei tablet, drammaticamente sempre più inquinante.

Rispetto alle sue qualità uniche, il successo dell’alluminio dovrebbe farci riflettere soprattutto riguardo ai profitti del riciclo. In Europa ci abitueremo sempre di più di “circular economy”. Come ha detto il commissario per l’ambiente dell’Unione Europea, Karmenu Vella, “se vogliamo essere competitivi dobbiamo trarre il massimo dalle nostre risorse, reimmettendole nel ciclo produttivo invece di collocarle in discarica come rifiuti”. Le norme della “circular economy” andranno quindi ad avere un effetto pratico nella vita dei cittadini europei sempre più preponderante.

Gianluca Cimini

Gianluca Cimini - Le mille vite dell'alluminio