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Thunderbolt pronto ad evolversi: prestazioni top e maggiore diffusione

Anche se il futuro per molti si muove ormai sul Cloud, il collegamento fisico tra dispositivi informatici rimane imprescindibile in molti casi particolari di trasferimento dei dati. Dal tempo dei floppy le cose sono nettamente cambiate, con capacità di storage estremamente moltiplicate nel tempo. Mentre crescevano le dimensioni di documenti e programmi così, allo stesso tempo, la necessità di velocizzare anche il trasferimento di questi file da un dispositivo all’altro si è fatta sempre più importante. E le tecnologie per il trasferimento dei dati si sono affinate nel tempo cercando di convergere poi in standard comuni per una migliore diffusione  e ottimizzazione sia per produttori sia per consumatori finali. La vera trasformazione, a mio avviso, si è avuta con l’avvento dei primi dispositivi che hanno abbracciato il cosiddetto “Universal Serial Bus” che con la sua evoluzione 2.0 riusciva a raggiungere, sulla carta, una velocità di 480 Mbps. Abbastanza per gli standard del tempo, impossibili per quelli odierni. Così l’evoluzione tecnologica ha portato l’avvento della versione successiva ossia la USB 3 (capace di velocità pari a 5 Gbps nella versione 3.0 e di velocità pari a 10 Gbps in quella 3.1) fondamentale per spostare file di grandi dimensioni come per esempio file video HD in pochi secondi da un dispositivo all’altro. Il successo di una tecnologia si basa da sempre sia sulla sua performance sia, soprattutto, sulla sua diffusione. Più prodotti abbracciano la nuova tecnologia e più questa avrà possibilità di affermarsi sul mercato, specialmente se tale tecnologia viene integrata nei prodotti di base, come schede madri o processori, e se il protocollo utilizzato risulta gratuito e libero da costi di licenza. Il 2018 potrebbe essere per questo l’anno della diffusione della tecnologia “Thunderbolt - The USB-C that does it all” sfruttando il motto con cui viene ora pubblicizzata.

« Vediamo Thunderbolt come un successore di USB 3.0. In un certo senso, vorremmo realizzare l'unico cavo di cui avrete bisogno » (Kevin Kahn, Intel senior fellow all'IDF 2011).

Thunderbolt 3 sta rivoluzionando il nostro modo di pensare alla connettività e alle prestazioni. Come per qualsiasi tecnologia innovativa, è normale che ci sia un po’ di confusione su ciò che questo significa per i nostri dispositivi attuali e su come sfruttare al meglio queste nuove possibilità. Sviluppata insieme da Intel ed Apple (e uscita in commercio proprio sui più recenti prodotti di Cupertino) la tecnologia Thunderbolt si prepara così ad una nuova evoluzione. Tale tecnologia arriva, grazie all’implemento al suo interno dello standard 3.1 e del connettore reversibile USB-C, a velocità estreme teoriche di 40 Gbps, due volte la velocità della generazione precedente, quattro volte la larghezza di banda rispetto ad una Thunderbolt 2, presenta così una capacità di trasferimento superiore, oggi, a qualunque altro cavo fisico presente sul mercato. Trasferire un film in super alta definizione 4K richiederebbe ora solo 30 secondi tra due dispositivi aventi lo stesso standard. Meno di 1 minuto per copiare 14 ore di video HD, meno di 1 minuto per copiare 25.000 foto, meno di 1 minuto per copiare 10.000 canzoni.

Come dicevo riguardo alla diffusione dei nuovi standard tecnologici, molto dipenderà  dalle scelte delle grandi aziende di abbracciare questa evoluzione: Intel intende integrare Thunderbolt 3 nei propri microprocessori (fino ad oggi era servito un controller dedicato sulle schede madri) e rendere il protocollo “non esclusivo”, gratuito e “royalty free”. Aprire il protocollo e rimuovere i costi permetterà ad altri produttori di sviluppare controller compatibili con Thunderbolt, abbassando i costi della tecnologia. Fino ad oggi, infatti, un grosso problema di Thunderbolt era stato quello dei costi, anche dei cavi e degli accessori, che in parte ha frenato l’adozione da parte dei consumatori, ma l’integrazione della nuova evoluzione tecnologica direttamente nelle future CPU aiuterà a ridurre il costo complessivo del prodotto finale. E, anche se in questi anni non è riuscita a diventare una tecnologia di massa, la versatilità della Thunderbolt 3 capace di adibire una singola porta a tantissimi utilizzi diversi (dall’alimentazione dei dispositivi, alla connessione di schermi, trasferimento di dati) di fronte alle nuove strategie chiarite da Intel potrebbero davvero far affermare ancora di più questa tecnologia che si vanta del fatto di essere “the USB-C that does it all”. Stavolta magari anche al giusto prezzo.

Gianluca Cimini

Gianluca Cimini - Thunderbolt pronto ad evolversi