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Formula E: i bolidi, stavolta elettrici, potrebbero tornare a Roma

A distanza di anni dal progetto di portare la Formula 1 a Roma tra le strade del quartiere Eur, ritorna nelle mire degli organizzatori l’ipotesi per la Capitale di ospitare un gran premio automobilistico, si parla però stavolta di Formula E, ossia il nuovo campionato dedicato esclusivamente alle monoposto elettriche. Il sogno dell’ex Sindaco Alemanno che, all’epoca inquilino di Palazzo Senatorio, sognava di veder sfrecciare Ferrari e McLaren all’ombra del Colosseo Quadrato, era naufragato sia per diverse polemiche politiche, sia per le proteste degli ecologisti e dei cittadini residenti nel quartiere dell’Eur. Sul tracciato proposto in passato potrebbe però arrivare un altro grande evento sportivo dall’anima “green”. La corrispondenza tra la nuova Sindaca Cinquestelle Raggi e la FIA potrebbe, infatti, portare nella Capitale, nell’ambito di un programma strutturato alla mobilità sostenibile, una tappa del campionato di Formula E, dall’impatto minimo e, come affermano dal Campidoglio, con un ritorno economico positivo per tutta la città. Vantaggi per la città potrebbero arrivare, oltre al successo di ospitare un evento di risonanza mondiale, dal rifacimento, a costo zero, del manto stradale e dall’installazione di colonnine permanenti per la ricarica delle auto elettriche, con un indotto generato dalla gara di diversi milioni di euro, senza , però, che sia un evento invasivo come per altre categorie di gare , dal momento che il patron della Formula E Alejandro Agag ha sempre voluto dare alla sua creatura un’impronta ambientalista con strutture utilizzate semplici, paddock provvisori e grande coinvolgimento del pubblico e della cittadinanza.

In passato, precisamente tra il 1925 e il 1991, Roma aveva già ospitato tra le sue strade una grande gara automobilistica e motociclistica: il Gran Premio di Roma. Nei vari eventi svolti negli anni, molti erano stati i circuiti cittadini usati e molte le categorie di vetture utilizzate nel gran premio: Formula 2, Formula 3000 e Formula 1. Le prime gare vennero svolte nei pressi dell’aeroporto dell’Urbe, in seguito ne furono organizzate altre a Ostia sul cosiddetto “Circuito dell’Impero” e dopo la guerra ci si spostò sul circuito cittadino presso le Terme di Caracalla. Ma il primo vero e proprio GP di Formula 1 a Roma (dal momento che la F1 nacque ufficialmente nel 1950) si svolse il 6 giugno del 1954 sulla lunga striscia d’asfalto che attraversa la pineta di Castel Fusano ad Ostia sul litorale romano (e che ora ha preso il nome di “Viale del Circuito”). Questa gara, che purtroppo non assegnava punti validi per il titolo iridato, vide la partecipazione di tutti i più grandi piloti dell’epoca come Ascari, Fangio e Moss. La Formula 1 in seguito tornò a Roma sul circuito di Vallelunga nel 1963 e nel 1972 cambiando denominazione in “GP della Repubblica Italiana”. Questa fu l’ultima occasione per la Capitale di ospitare l’importante evento e nemmeno l’interessamento da parte di Enzo Ferrari in persona nei primi anni 80 riuscì a riportare la Formula 1 nella città eterna.

Ideata nel 2012 e con il suo primo campionato inaugurale iniziato il 13 settembre 2014, la Formula E è una categoria automobilistica ideata dalla Federazione Internazionale dell’Automobile dedicata esclusivamente a veicoli spinti da motori elettrici. Bolidi velocissimi che non sfondano i timpani con assordanti ruggiti, non inquinano con fumi di scarico, ma ronzano appena: potrebbe essere questo il futuro delle auto da competizione. Al contrario della maggior parte delle categorie automobilistiche che abbiamo visto fino ad oggi, le gare di Formula E vengono svolte quasi esclusivamente su circuiti urbani su tracciati con una lunghezza compresa tra i 2,5 e i 3km. Le monoposto elettriche, di base tutte uguali tra loro, pesano circa 900 Kg, sono alimentate da batterie da 28 kWh collegate a motori che erogano da 170 a 200 kW a seconda dei frangenti della corsa. L’unica differenza tecnica ammessa fra le vetture è il cambio, che può essere fornito da vari costruttori purché rispetti le credenziali tecniche imposte dalla Fia. Le prestazioni di queste autovetture promettono un’accelerazione da 0 - 100 km/h in 3 secondi e una velocità massima a 225 km/h. Ad oggi l’autonomia delle monoposto è ancora limitata, ma il problema potrebbe essere risolto nelle prossime stagioni grazie ad un nuovo pacco batterie di derivazione McLaren. Sulle varie specifiche e regole i giochi sono ancora aperti, dal momento che ogni anno la FIA sta cercando di migliorare questa nuova categoria di gare con l’obiettivo che i costi non lievitino e rimangano quegli standard di sostenibilità che sono un’area chiave per la filosofia intrinseca della Formula E. Mentre scrivo questo articolo è in corso, inoltre, la terza stagione del campionato che si concluderà il 30 luglio 2017 a New York (visibile in chiaro su RaiSport sul digitale terrestre).

Il progetto dell’E-Prix è molto diverso da quello prospettato anni fa per il GP di Formula 1, nonostante questo in Italia è subito partita nuovamente la campagna del No da parte di comitati di cittadini e residenti dell’Eur, altrove, invece, le maggiori capitali del mondo (New York, Parigi, Berlino, Monte Carlo, Buenos Aires) contendono tra loro per portare le monoposto elettriche sulle loro strade. Proteste e consensi, quindi, per un evento che nella sua organizzazione prevede gare solo un giorno (il sabato) per bloccare il meno possibile il quartiere che ospita l’evento e non impatta sulle città con strutture permanenti. Il percorso previsto per l’evento sarebbe già pronto e si snoderebbe per tre o quattro chilometri tra le vie dell’EUR, passando per parte della Cristoforo Colombo e sviluppandosi a forma di “T”. La competizione verrebbe accompagnata da una settimana di eventi tutti dedicati alla promozione dell’elettrico e delle energie alternative sfruttando anche la Nuvola, il nuovo centro congressi inaugurato poche settimane fa. Questa potrebbe essere un’opportunità in più per la città eterna che si aggiungerebbe così alle altre capitali toccate dal campionato delle monoposto a batteria. Cosa ci guadagnerebbe Roma oltre al prestigio di una manifestazione internazionale? Ad ascoltare il presidente di Eur Spa, Roberto Diacetti, a fronte di circa 12 milioni di costo della manifestazione, a carico della Formula, l’indotto dovuto alle presenze potrebbe anche sfiorare i 40 milioni di euro a beneficio dell’Urbe. L’idea di un gran prix assolutamente green, anche a fronte della chiusura di alcune strade per alcune ore nel weekend in accordo con cittadini, non mi sembra così male, specie se l’Italia vuole rilanciare il turismo, che da solo dovrebbe diventare la nostra prima voce del PIL, ed aprirsi a nuove opportunità che gli vengono offerte da un evento internazionale nel segno delle energie alternative e della sostenibilità ambientale.

Gianluca Cimini

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