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Il futuro dei Bot: molto dipende dallo loro diffusione ed interoperabilità - di Gianluca Cimini

Decretati da molti come il futuro del commercio e come una rivoluzione nei servizi di assistenza ai clienti, i bots (abbreviazione da “robots”) promettono grandi cose per gli anni a venire. Una ricerca di TechEmergence, che ha analizzato i cambiamenti e le innovazioni nel campo dell’Intelligenza Artificiale e machine learning nei prossimi anni ne è sicura: saranno le botchat le killer application del futuro. La rivoluzione è dietro l’angolo, specie da quando Facebook ha annunciato l’integrazione dei bot nella chat di “Messenger”, Siri, Alexa, Cortana, Tay e Google Assistant sono avvisati, quindi. Considerato che più di 2,5 miliardi di persone utilizzano almeno un’app per scambiarsi messaggi, trascorrendo molto del loro tempo sul cellulare più sulle app di messaggistica che sui social network, non mi è difficile pensare che sempre di più i bot integrati in tali servizi diventeranno lo strumento primario per mezzo del quale sarà possibile utilizzare ogni tipo di servizio. Il mercato tecnologico è uno scenario in continua evoluzione e rivoluzione, il mondo del marketing ha appreso con grande entusiasmo l’integrazione delle chat bot nei servizi di messaggistica dal momento che possiede un potenziale enorme per le aziende specie nel campo della “customer experience” dove le chatbot, paradossalmente, potrebbero diventare il “cuore” delle vendite online. Ad ogni modo avremo tempo per seguire il corso della storia e per scoprire i successi, o gli insuccessi, di questa nuova tecnologia ancora acerba ma dalle grandi potenzialità.

Sembra che ,come già il web e i cellulari hanno fatto, i servizi di messaggeria istantanea trasformeranno il modo in cui noi interagiamo con il mondo che abbiamo attorno. Affinché ciò avvenga ci vorrà , però , da parte della comunità di sviluppatori che si occupano della nascita di nuovi bot, l’impegno a creare prodotti adeguati ad essere funzionali su macchine e cellulari differenti offrendo gli stessi servizi su tutti i vari dispositivi utilizzati e non solo su quelli di marchi più famosi o più diffusi. Quello che può essere scontato oggi, infatti, non lo è stato in passato, e così, per esempio, navigando sul web era comune per gli utenti del browser “Netscape” essere bloccati da siti che invece erano stati ottimizzati solo per “Internet Explorer”. Allo stesso modo all’inizio della telefonia mobile non era possibile scambiarsi messaggi di testo tra operatori telefonici diversi, ogni cliente poteva interagire solo con gli amici del proprio network telefonico. Fortunatamente, due decadi dopo, queste storie possono essere raccontate con sorpresa , ma , a pensarci bene , non tutto è cambiato. Oggi, fine 2016, le barriere tra sistemi di comunicazione esistono ancora: puoi prenotare la tua cena con un determinato fastfood , ma solo tramite “Messenger”, puoi chattare con gli esperti di un negozio di moda , ma per farlo ti serve magari “Kik” o “HipChat” o “Telegram”. Ritorna lo spauracchio del servizio ottimizzato per una particolare app o per un ‘altra, così come lo era stato venti anni fa quando le lotte erano ancora su quale browser scegliere per navigare, “Explorer”, “Netscape” o chi per loro. In questo modo milioni di utenti di piattaforme di messaggistica aziendale si trovano impossibilitati ad interagire direttamente tra loro attraverso programmi simili, ed allo stesso modo centinaia di sviluppatori di bot aziendali hanno bisogno ogni volta di riscrivere le loro bot in maniera tale da raggiungere più pubblico possibile attraverso più piattaforme possibili. Il sogno di ogni sviluppatore è programmare una sola volta un prodotto che possa essere distribuito in tutto il mondo e che si possa adattare alle diverse piattaforme in maniera automatica o facilmente ottimizzata. E così i servizi di messaggistica istantanea si stanno aprendo grazie a specifiche API (acronimo di Application Programming Interface) che permettono di espandere le funzionalità di un programma dando la possibilità agli sviluppatori di interagire con la piattaforma principale e di offrire servizi aggiuntivi rispetto a quelli che di default la piattaforma già offre. Importanti aziende come Slack e Microsoft stanno discutendo da tempo sul tema di adottare standard comuni, il risultato di questo approccio potrebbe portare ad assottigliare, fino a far sparire, le differenze di interfaccia grafica e funzionalità riguardo uno stesso servizio utilizzato su piattaforme differenti. Il futuro dei bot passa quindi da un sistema di messaggistica più unificato, e ,se guardiamo alla storia , non è difficile notare come tutti i prodotti che sono sopravvissuti alla tecnologia siano sempre stati legati proprio alla loro capacità di tendere verso l’interoperabilità.

Gianluca Cimini

Gianluca Cimini - Il futuro dei Bot