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Realtà aumentata a servizio di apprendimento e manutenzione

Un concetto relativamente nuovo ed in costante evoluzione di cui ancora non esiste una definizione univoca e chiara. Parliamo della “realtà aumentata” (Augmented Reality o abbreviato “AR”) e ci riferiamo alla sovrapposizione di elementi virtuali generati dal computer alla percezione visiva del mondo reale, attraverso una telecamera o speciali occhiali.
Il fruitore delle applicazioni di Realtà Aumentata si troverà così a vedere sovrapposti alla realtà: oggetti virtuali, filmati, suoni, percepirà sensazioni tattili e magari in futuro addirittura olfattive.
Nella realtà aumentata (AR), la persona continua a vivere la comune realtà fisica, ma usufruisce di informazioni aggiuntive o manipolate della realtà stessa. Nella realtà virtuale (virtual reality, VR), invece, le informazioni aggiunte o sottratte elettronicamente sono preponderanti, al punto che le persone si trovano immerse in una situazione nella quale le percezioni naturali di molti dei cinque sensi non sembrano neppure essere più presenti e sono sostituite da altre.

Già conosciuta in ambiti specifici come quello militare, medico o della ricerca, la realtà aumentata è arrivata al pubblico velocemente anche grazie ad un numero sempre crescente di applicazioni per smartphone (iPhone, Android o Windows Phone). Oggi è possibile, grazie alla realtà aumentata ed alla geo localizzazione tramite GPS e bussola, trovare informazioni rispetto al luogo in cui ci troviamo, così come possiamo affiancare immagini prese dai social network alla realtà o sovrapporre ai luoghi che visitiamo informazioni aggiuntive attraverso l’uso di enciclopedie online. Puntare un telefonino verso un’opera d’arte e ricevere informazioni riguardanti la stessa, puntare un libro e vederlo magicamente prendere vita: le potenzialità della realtà aumentata sono illimitate.

“Ci vorrà del tempo affinché la realtà aumentata venga perfezionata, ma credo sia davvero profonda. – ha detto il CEO di Apple Tim Cook sul tema AR – Potremmo sperimentare una conversazione più produttiva, se entrambi potessimo approfittare di un’esperienza in realtà aumentata, giusto? Per questo, credo che queste tecnologie siano migliori quando vengono incorporate senza diventare una barriera alla conversazione. Si vuole una tecnologia che amplifichi l’interazione umana, non che la ostacoli”.

Uno strumento fondamentale , quindi, per migliorare la comunicazione tra le persone che ne amplificherà l’esperienza come mai prima d’ora, non è un caso che la maggior parte delle grandi aziende di tecnologia (Apple, Google, Samsung, Oculus, HTC, Sony) stiano puntando a questa tecnologia per i loro prodotti presenti e futuri. Oggi la realtà virtuale e la realtà aumentata promettono agli utenti un’esperienza più coinvolgente, proprio per questo il mondo dei videogiochi ha già investito miliardi di dollari per simulare al computer il mondo reale: l’utilizzo di visori VR, secondo i dati, passerà da 4 milioni nel 2015 a 81.000.000 nel 2020, forse la più grande scommessa nel mercato hi-tech dopo HD e 3D.

Non solo il mondo dell’intrattenimento e dei videogiochi, la realtà aumentata promette di rivoluzionare anche il mondo della scuola e dell’apprendimento grazie ad esperienze coinvolgenti ed a materiale didattico interattivo e personalizzabile che lo renda meno statico e più agile e divertente. 'L'adozione di queste nuove tecnologie potrebbe avere un impatto enorme sulla qualità dell'apprendimento'', afferma Silvia Stangherlin, assistente di direzione di Arcadia Consulting, società specializzata in formazione aziendale - Diverse ricerche hanno infatti dimostrato che si ha un miglioramento anche del 30% rispetto alle tecniche di insegnamento tradizionali’’. Prosegue la Stangherlin: “La realta' virtuale, con l'uso di un visore, permette di vivere le situazioni in prima persona: noi ad esempio la usiamo per fare prove di evacuazione anti-incendio e il coinvolgimento e' tale da velocizzare il processo di apprendimento”.

Oltre all’apprendimento, AR si sposa a perfezione con la tele assistenza. Il progetto dell’Enel, in collaborazione con VR Media, è quello , infatti, di utilizzare uno “Smart Helmet” per consentire agli operatori sul campo di collegarsi, via audio e video, con i colleghi in remoto e di agire al meglio in contesti complessi. Un elmetto intelligente e non ingombrante, che si sovrappone al casco già in dotazione e porta in dote all’operatore un microfono, telecamere e visore orientabili, cuffie a controllo di rumore, connettività wireless, batterie indipendenti. Grazie al particolare visore si crea una vera e propria modalità bidirezionale di lavoro che consente all’operatore non solo di comunicare con un collega in remoto, ma anche di mostrargli quello che vede aumentando così il tasso di precisione delle indicazioni e del lavoro sul campo. Una tecnologia quella della realtà aumentata, e virtuale, come avevamo già detto, dalle potenzialità infinite.

Gianluca Cimini

Realta' aumentata a servizio di apprendimento e manutenzione - Gianluca Cimini