Italiano Inglese

Italia sempre più connessa: prezzi in calo e velocità in aumento - di Gianluca Cimini

Che gli italiani amassero la tecnologia e l’uso del telefono cellulare lo sapevamo già da tempo, ma è grazie al rapporto elaborato dall’Agcom ed intitolato “Il consumo di servizi di comunicazione: esperienze e prospettive” che possiamo avere finalmente dati certi sul fenomeno.
Da tale rapporto scopriamo che il 94% degli italiani possiede (e dichiara di non poterne fare a meno) un cellulare; che il 30% possiede oltre al cellulare anche un tablet ed un pc portatile per avere sempre l’accesso alla rete internet anche in mobilità.

Sempre più attratti da telefoni di ultima generazione gli italiani (il 60%) scelgono abbonamenti che comprendono sia servizi vocali sia dati, molti di questi però (il 45% degli utenti) sono all’oscuro della velocità della propria connessione internet effettiva, né sono disposti a pagare di più per ottenere una connessione più veloce.
Fatica invece, rispetto alla media europea, l’affermarsi della banda larga ed ultra larga specialmente per colpa della scarsità dell’informazione e per il livello di conoscenze tecniche e tecnologiche ancora insufficiente, non dimenticando la percentuale degli over 65 anni (ossia il 21,7%) che è superiore di tre punti rispetto al valore medio europeo. 

Il Ministero dello Sviluppo economico, per consentire ai cittadini di monitorare il livello della banda larga in termini di copertura del paese, oltre agli sviluppi in termini di attuazione infrastrutturale, ha lanciato nei mesi passati il il Piano strategico banda ultralarga all’indirizzo www.bandaultralarga.italia.it.
Grazie al sito ci si potrà rendere conto del livello di copertura della propria regione e delle diverse unità immobiliari per quanto riguarda il progetto di portare la banda larga entro il 2020 almeno all’85% della popolazione italiana ed a tutti gli edifici pubblici (in particolare a scuole ed ospedali) con una connettività di almeno 100 Mbps.

Sul fronte dei costi, questa volta secondo uno studio della Commissione europea basato sui prezzi praticati nel febbraio 2016 nei 28 paesi Ue e in alcuni paesi extra-Ue, si evince che l’Italia è uno dei paesi europei più convenienti per quanto riguarda i prezzi della banda larga mobile, soprattutto quando si accede dallo smartphone con un risparmio sistematicamente del 40% rispetto alla media della Ue a 28 stati.
Tra il 2015 e il 2016 i prezzi della banda larga mobile via smartphone sono diminuiti del 7%, in linea con quanto avvenuto negli altri paesi Ue, mentre i prezzi per la banda larga via laptop e tablet sono scesi di più della media Ue.

Ulteriori informazioni sull’uso di internet in Italia arrivano dal Report Akamai sullo Stato della Rete Q2 2016 in cui scopriamo che la velocità di connessione continua a crescere, ma non a ritmi sostenuti come spererebbero invece gli utenti italiani.
Nel 2° trimestre 2016 sono stati registrati 16,4 milioni di utenti connessi, contro i 16,6 milioni di internauti del Q1 2016. Bene, invece, gli investimenti di operatori telefonici e agenzie governative che hanno portato la velocità media di connessione degli internauti a 8,2 megabit al secondo, in crescita dello 0,5% rispetto al trimestre precedente (Q1 2016) e del 29% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (Q1 2015).
Le linee con velocità connessione superiore ai 10 megabit sono ora il 19% del totale, con un incremento del 5,5% rispetto al Q1 del 2016 e del 111% se si confronta con il dato del 2° trimestre 2015. Il rapporto di Akamai sull’Italia ci mostra, quindi, un paese sicuramente in crescita sul fronte banda larga, ma ancora in forte ritardo rispetto ai principali partner europei. 

L’Italia dovrà fare ancora molti sforzi per recuperare il terreno ed offrire un servizio di connettività di alta qualità, oggi necessario per poter competere a livello economico e sociale. Il mercato impone ormai alle aziende di investire sulle connessioni web per migliorare la propria connettività e la stessa Europa raccomanda agli Stati membri un accesso internet al passo con i tempi.
Per ora sulla fibra hanno investito ampiamente Tim, Fastweb, Vodafone e Metroweb-Enel (la fusione tra queste società si completerà a novembre).
Il ruolo dello Stato si delineerà a dicembre quando saranno assegnati i bandi pubblici da 3 miliardi di euro per colmare nei prossimi anni le lacune di copertura di alcune regioni. La faticosa rincorsa dell’Italia per aggiornare le proprie infrastrutture alle esigenze di una economia e società evoluta continua nella direzione giusta.

Gianluca Cimini

Italia sempre più connessa: prezzi in calo e velocità in aumento - Gianluca Cimini